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Il bosco ci racconta una storia: ascoltiamolo leggendo i suoi segni!

11 Ago 2018, Pubblicato da Chiara Saldarini in Senza categoria
il bosco ci racconta una storia: capriolo

Nel bosco ascoltiamo, osserviamo, esploriamo

Le giornate senza una meta ben precisa, quelle in cui non ho voglia di faticare sotto il sole su ghiaioni e crode, quelle in cui mi basterebbe mettere il naso fuori di casa per poi tornare velocemente ad assolvere i doveri della quotidianità…….ecco, proprio loro spesso mi regalano emozioni fortissime ed un bagaglio di energia incredibile: sono le giornate in cui mi ritrovo a camminare in un bosco!

Entro nel bosco distrattamente, quasi svogliata, ma passo dopo passo mi rendo conto che il mio umore sta cambiando: l’occhio è catturato dal colore intenso delle foglie, dal disegno dei raggi di sole che filtrano fra gli alberi ed a poco a poco mi ritrovo ad osservare con scrupolosa attenzione tutto quello che mi circonda.

E’ successo di nuovo: è scattato in me quell’impulso irrefrenabile di comunicare con il bosco! Mi sento un tutt’uno con lui, parte di qualcosa di grande e potente, ma insieme timido, furtivo e delicato.

Ecco allora che il bosco ci racconta una storia, si popola del passaggio di animali e uomini che sono stati lì prima di me ed hanno lasciato dei segni che parlano del perché siano stati là e di che cosa abbiano fatto prima che anche io arrivassi nello stesso posto……è un progredire affascinante e intrigante!

Mi è capitato oggi, che è piena estate, ma è la stessa intensa emozione anche in inverno!

 

il bosco ci racconta una storia: pigna mangiata da scoiattolo

Pigna di abete rosso rosicchiata da uno scoiattolo

Sorrido ogni volta che trovo una pigna di abete rosso rosicchiata e cerco di capire chi sia stato a mangiarne così avidamente i semi, spargendo nei dintorni le squame  che la componevano!

Se la trovo ben ripulita penso ad uno scoiattolo oppure ad altri roditori, che con i loro denti affilati riescono a fare un’ eccellente pulizia di fino. Se invece la trovo un po’ sfilacciata, mi immagino una ghiandaia che un po’ goffamente cerca di non farsi sfuggire un cibo così ghiotto!   A casa abbiamo addirittura una “collezione” sui generis: in una scatola le pigne rosicchiate dagli scoiattoli, in un’altra quelle mangiate dalle ghiandaie. Forse siamo anche noi una famiglia sui generis….

 

 

 

 

E le pozzanghere fangose? Un paradiso per l’esplorazione di impronte!! Roba da matti: divertirsi a capire se di là sia passato un cervo o un capriolo, se fosse un piccolo o un adulto, se andasse di fretta oppure no! Grandi, piccole, affusolate o più panciute, con le pinze divaricate o strette…: non sempre è facile distinguerle e probabilmente tante volte ho sbagliato ad interpretarle. Non importa, resta il fascino che un animale selvatico sia passato proprio di là.

il bosco ci racconta una storia: impronte di cervi

Cervi che andavano dalla destra della fotografia verso sinistra

il bosco ci racconta una storia: impronta di cervo

Impronta di cervo confrontata con la “zampa” di un cucciolo d’uomo

 

Ma nel fango restano impresse anche le impronte di ruote di bicicletta, di moto, di scarpe. Qui scatta un tipo di curiosità femminile, un “farsi gli affari degli altri” cercando di decifrare la misura di piede della scarpa, in che direzione siano andati, quanto tempo prima siano passati. Curiosità fine a sé stessa, ma divertente ed a volte utile. Una volta arrivai alle 9.00 del mattino sulla cima del Col Bechei e nello scendere verso il Lago di Limo incontrai un amico che mi disse di essersi presto messo il cuore in pace per il fatto di non aver incontrato nessun animale. Aveva visto le mie impronte fresche di fango sui sassi del sentiero!

 

Ed a proposito di qualcuno che lascia tracce evidenti, il picchio non è certo da meno. E’ sempre incredibile vedere quanto accurato lavoro riesca a fare questo straordinario uccello. 20 colpi di becco al secondo, per un totale di 800-1.200 colpi al giorno: un vero percussore professionista! I buchi e le “cercinature” orizzontali che lascia sui tronchi degli alberi sono il segno inequivocabile del suo passaggio.

 

il bosco ci racconta una storia: foro di picchio (nero)

Dettaglio di un foro scavato da un picchio nero

il bosco ci racconta una storia: buchi di picchio (nero)

Abete rosso con fori di picchio nero

il bosco ci racconta una storia: cercinatura

Cercinatura su pino silvestre

 

 

Anche lui anello fondamentale della catena alimentare e del corretto funzionamento dell’habitat montano: se non ci fossero alberi più deboli aggrediti da insetti corticicoli, il picchio non mangerebbe le loro larve; se non ci fosse il picchio questi insetti si diffonderebbero a dismisura a danno dell’ecosistema forestale; se il picchio non fosse un assiduo scalpellatore di tronchi, altri uccelli più piccoli come il picchio muratore e la civetta nana non troverebbero un nido.

 

 

il bosco ci racconta una storia: formicaio predato

Formicaio predato

 

 

Poi arriva l’inverno e picchi e galli cedroni affamati cercano prelibate larve di formiche devastandone i formicai. Povere formiche: depredate e col formicaio distrutto mentre sono assopite ed indifese. Beh, così pare che giri il ciclo della vita…

 

 

 

 

 

 

il bosco ci racconta una storia: albero scortecciato dai cervi

Abete rosso scortecciato dai cervi

 

 

Anche gli ungulati possono soffrire la fame nei mesi invernali e, soprattutto se è un inverno di molta neve, si accontentano di trovare nutrimento mangiando le cortecce degli alberi. Capita poi che, una volta scioltasi la neve a primavera, si vedano queste tracce abbastanza in alto, lontane dal suolo e tutte allo stesso livello: questo ci dà l’idea di quanto fosse spesso il manto nevoso!

 

 

 

 

 

Il bello della neve per noi cacciatori di impronte è che il passaggio degli animali diventa piuttosto evidente. Scoiattoli, topolini, caprioli, cervi, lepri, volpi: ognuno con la sua tipica andatura, ognuno probabilmente alla ricerca di cibo o di un riparo.

il bosco ci racconta una storia: tracce di volpe in Giau

Impronte di volpe in Giau

 

Allora è come se vedessi la volpe che è passata zizagando nella sua frenetica ricerca di cibo e di odori, vedi i suoi salti di testa nella neve fonda dopo che ha captato la presenza di una preda sotto la coltre, vedi la sua coda che spesso tocca la neve e lascia una caratteristica striscia sulla superficie.

 

 

 

 

 

il bosco ci racconta una storia: tracce di cervi

Tracce di cervi nel bosco

 

 

Vedi il cervo, che pesante e robusto sprofonda nella neve fino alla pancia, lasciando solchi che ne fanno immaginare il lento procedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vedi un piccolo topolino o un’arvicola, che riescono a lasciare un leggero ricamo sulla neve, senza mai sprofondarvici dentro. Ma cosa sarà uscito a fare? Le impronte vanno lontano…strano che la volpe non l’abbia sentito!

Vedi lo scoiattolo, che in una giornata di bel tempo è sceso dall’albero in cerca di uno dei suoi tanti nascondigli di cibo.

Vedi le marmotte curiose, che ai primi caldi di fine primavera sono uscite dalla tana per vedere come sta il mondo là fuori.

il bosco ci racconta una storia: tracce su neve

Piccolo roditore

il bosco ci racconta una storia: scoiattolo

Scoiattolo

il bosco ci racconta una storia: scoiattolo

Scoiattolo

il bosco ci racconta una storia: impronte di marmotta

Marmotta

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma…..curiosate, esplorate, prestate attenzione ai piccoli indizi: il bosco ci racconta una storia incredibile! E ricordate: anche voi fate parte di questa storia!